Un tuffo nel blu: liberare l'anima attraverso il corpo

Ho paragonato la mia esperienza con la disciplina Craniosacrale ad un tuffo nel blu. Sono una subacquea ed amo esplorare le profondità marine alla ricerca di squali, creature affascinanti. Ci si immerge in profondità, al largo, alle prime luci dell’alba. Tutto attorno è blu. Si sente solo il proprio respiro, si percepisce il proprio corpo avvolto nell’acqua, senza peso, nell’attesa di qualcosa di emozionante che verrà. Sembra un ritorno ad una vita prenatale.
Allo stesso modo il mio viaggio nel Craniosacrale è stato un tuffo dentro me stessa, nei miei tessuti, nelle mie ossa, nei miei fluidi, ed attraverso le sensazioni del corpo ho scandagliato e liberato le memorie in esso intrise. Quelle memorie che, anche se la mente aveva cancellato, ancora permanevano nei tessuti e provocavano dolore, fisico ed emotivo.
Mi sono accostata a questo metodo per trovare le mie risorse, per sentire la vita fluire in me, per percepire la mia essenza all’interno di un involucro perfetto ed intelligente, che avevo sempre denigrato e sottovalutato, che non sentivo mio. Ho seguito una spinta interiore e mi sono buttata, l’ho fatto per me stessa, eppure ho incontrato l’altro ad un livello più profondo, più sottile, attraverso un tocco delicato, che mi ha permesso di percepire come tutto provenga da un’unica fonte. Mi sono sentita spesso in un mare in tempesta, ma il Craniosacrale mi ha dato la consapevolezza che posso trovare un riferimento, un punto fermo, semplicemente in me stessa.

Leggi tutta la tesi di Veronica